Storia

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Quando si parla di lingue, si potrebbe pensare a un articolo accademico sulle varietà linguistiche di un territorio come il nostro.

Grandi sono state le aspettative per le quali le svariate iniziative realizzare nel 2025, anno di Nova Gorica e Gorizia nel ruolo di capitale europea della cultura avrebbero potuto contribuire a diffondere e ulteriormente approfondire anche la conoscenza dell’originalissimo carattere culturale storico di entrambe le

Nel corso dell’Ottocento Gorizia diventa un rilevante centro industriale in collegamento col porto di Trieste con i grandi investimenti industriali di Piedimonte e Straccis e centro commerciale di una vastissima provincia. Alla vigilia della prima guerra conta 30 mila abitanti.

Che la storia e, di conseguenza, la storiografia siano un magma in perpetua ebollizione, sul quale non possono esisterci “comfort zone” garantite dalla politica, ce lo ricordano le intense 1084 pagine del libro di Alessandra Kersevan Porzûs 1945-Prove di Gladio sul confine orientale, uscito lo

Finita la Grande Guerra si aprì per l’Italia un periodo di grande incertezza politica e sociale: una vittoria “mutilata” per certuni, un grande lutto collettivo patito dalla popolazione, ideologie e movimenti politici diversi in estrema, violenta contrapposizione.

Un amico ha insistito affinché io leggessi un libro che narra una storia oscura riguardante la Slovenia. Una storia a me sconosciuta, nonostante si sia sviluppata in anni recenti, successivamente alla dichiarazione di indipendenza dello stato.

Sotto la pioggia battente di un freddo pomeriggio di febbraio, Guy e Hammoudi si sono fatti strada dalla stazione di Piazza de Europa fino al centro della piazza, bloccati sul mosaico del Vecchiet.

Abbiamo imparato da tempo la differenza tra memoria e storia.

Sabato 8 febbraio, grazie a Boštjan Gombač, molti Italiani ma anche altrettanti Sloveni riuniti in piazza Kardelj, di fianco al Municipio di Nova Gorica, hanno potuto conoscere il flauto di Neanderthal, scoperto in una grotta denominata “Divje Babe”.

Confesso di aver avuto in passato un atteggiamento di sufficienza verso la storia locale, perché consideravo limitante  l’argomento e, diciamolo con un brutto e ambiguo aggettivo  che oggi non uso più, “provinciale” colui che se ne interes sa.

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