SLOVENISTICA IN ITALIA

SLOVENISTICA IN ITALIA

di POLONA LIBERŠAR

 

I docenti di sloveno presso le università italiane hanno accolto con grande piacere l’invito a presentare un profilo delle proprie cattedre per Isonzo-Soča. Si tratta di una realtà spesso poco nota al pubblico e siamo certi che, tra queste informazioni, i lettori troveranno più di qualche piacevole sorpresa. La storia dell’insegnamento dello sloveno in Italia ha superato il secolo e ha visto molti docenti iniziare la carriera in un ateneo per poi proseguire in un altro, creando una rete accademica dinamica. Attualmente, lo sloveno è insegnato in ben cinque università italiane. Una domanda che ci viene posta spesso è quanti siano i nostri studenti e chi sia, oggi, interessato a questa lingua. Sebbene i numeri non siano elevati nella maggior parte delle cattedre, gli studenti sono estremamente motivati e rimangono appassionati promotori dello sloveno e della Slovenia anche molto tempo dopo la laurea. Le diverse comunità studentesche sono molto unite: ogni anno, oltre alle lezioni formali, organizziamo progetti comuni, tra cui la popolarissima escursione annuale in Slovenia. L’anno scorso, proprio in vista di GO! 2025, abbiamo trascorso tre giorni nel Goriziano e gli studenti ne sono rimasti entusiasti.

 

Oggi quasi tutte le cattedre si avvalgono di lettrici inviate dal Centro per lo sloveno come seconda lingua e lingua straniera (CSDTJ) dell’Università di Lubiana: Polona Liberšar a Padova, Sanja Pirc a Roma, Rada Lečič e Karin Marc a Trieste e Zvonka Kajba a Udine. Il CSDTJ fornisce supporto logistico per l’acquisto di libri e manuali e cofinanzia progetti come le escursioni collettive. I nostri studenti collaborano attivamente attraverso conversazioni online, presentazioni di libri e progetti di traduzione, incontrandosi spesso anche al di fuori dell’ambito accademico e partecipando al Seminario estivo di lingua, letteratura e cultura slovena a Lubiana, grazie alle borse di studio messe a disposizione dal Centro.

 

Per risalire alle origini di questi studi in Italia, dobbiamo però scendere fino a Napoli. L’attuale titolare della cattedra, la prof.ssa Maria Bidovec, sottolinea come la slovenistica dell’Università “L’Orientale” vanti primati particolari: è la più distante dai confini sloveni, ma è stata la prima in assoluto ad attivare l’insegnamento dello sloveno, già nell’anno accademico 1914/15. A Napoli, dunque, lo sloveno si studia da più tempo che all’Università di Lubiana, fondata solo nel 1919. Il primo docente fu lo sloveno della Benecia Bruno Guyon, che nel 1902 pubblicò per l’editore Hoepli uno dei primi manuali moderni per italiani: Grammatica, esercizii e vocabolario della lingua slovena. È interessante notare che, per la stessa casa editrice, la prof.ssa Bidovec ha pubblicato nel 2021 un’eccellente Grammatica slovena.

 

Nel 1914, Bruno Guyon fu invitato anche a Padova: l’esercito italiano, a causa della guerra, desiderava istruire i propri ufficiali sulle basi dello sloveno per facilitare i contatti con la popolazione locale sul fronte nord-orientale. Nel 1920 nacque a Padova la prima cattedra di Filologia Slava in Italia, e un passo decisivo per lo sloveno fu compiuto dal prof. Arturo Cronia, che incoraggiò tesi di laurea sulla lingua e letteratura slovena (la prima risale al 1937, sulle poesie di Prešeren). Il suo laureato più illustre fu senza dubbio Boris Pahor, nel 1947. A Padova lo studio dello sloveno prosegue ininterrottamente dal 1963, anno in cui la cattedra fu assunta dal prof. Martin Jevnikar; oggi il titolare è il prof. Han Steenwijk.

 

Fondata nel 1303, “La Sapienza” di Roma è una delle università più antiche al mondo e ha segnato profondamente la storia italiana, vantando ben sette premi Nobel. Tra le quasi 40 lingue straniere insegnate nell’ateneo capitolino figura, dal 1971, anche lo sloveno. In passato la cattedra è stata retta dal prof. Miran Košuta (oggi a Trieste), seguito dalla prof.ssa Maria Bidovec e dal compianto prof. Andrea Trovesi; attualmente l’insegnamento è affidato alla prof.ssa Anna Bodrova.

 

All’Università di Trieste la situazione è differente, poiché lo sloveno è presente in due diversi dipartimenti. Presso il Dipartimento di Studi Umanistici l’insegnamento è attivo dal 1943/44; il titolare è il prof. Miran Košuta, noto non solo come docente ma anche come autore di importanti pubblicazioni e traduttore di Prešeren. Qui gli studenti possono scegliere lo sloveno come materia principale, d’esame o all’interno di un programma specifico di lingua e letteratura. L’altro polo è il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell’Interpretazione e della Traduzione, attivo dal 1973/74. La prima docente fu la contessa Janja Auersperg Novak, figura molto nota per il premio internazionale “Auersperg” dedicato ai legami culturali tra i popoli. Nel 1995/96, su impulso della prof.ssa Marija Pirjevec, è stato istituito il lettorato di lingua slovena, che l’anno successivo si è trasferito nel Narodni dom, cuore simbolico della presenza slovena a Trieste.

 

Infine Udine, l’università più giovane tra quelle citate. Fu il prof. Martin Jevnikar, già titolare a Padova, a impegnarsi dal 1972 per l’attivazione della slovenistica in questo ateneo, fondato ufficialmente nel 1976 per supportare le comunità linguistiche del territorio. Molti studenti di Udine provengono infatti dalla Benecia e dalla Val Canale. Dopo il pensionamento di Jevnikar nel 1983, si sono succeduti nomi di prestigio come Lojzka Bratuž, Ivanka Hergold e Maria Bidovec. Oggi la continuità è garantita dal prof. Roberto Dapit, esperto studioso delle tradizioni di Resia.

 

L’attuale panorama delle slovenistiche in Italia è solido: ogni sede dispone di docenti strutturati, lettrici di madrelingua e, soprattutto, studenti eccellenti che mantengono un legame vivo con l’università anche dopo gli studi. Per concludere questo profilo in modo meno formale, lasciamo la parola a una studentessa di sloveno dell’Università di Padova:

 

“Ho iniziato a studiare lo sloveno l’anno scorso come seconda lingua. Avendo già studiato russo e spagnolo, avevo familiarità con le lingue slave. Spesso gli amici mi chiedono perché lo faccia; all’inizio non sapevo rispondere, ma credo sia per il mio interesse verso questo ceppo linguistico. Inoltre, trovo la Slovenia meravigliosa: ci sono stata da piccola e ricordo ancora con piacere le bellissime vie di Lubiana. Forse è stato proprio quel ricordo a spingermi. Studiare lo sloveno mi piace molto e vorrei parlarlo meglio; non vedo l’ora di passare qualche giorno a Lubiana. Per Natale ho preparato la mia prima potica! Non era buona come l’originale, ma ne ho fatta un’altra per amici e parenti e l’hanno adorata! Guardatela!”

 

Fonti e approfondimenti:


Stanonik, H. Steenwijk (ur.) 2022: Tra ricerca sul campo e studi a tavolino: Contributo per i cento anni dalla nascita dell’accademico Milko Matičetov / Med terenom in kabinetom: Ob 100. obletnici rojstva akademika Milka Matičetovega. Padova: Coop. Libraria Editirice Università di Padova.

Nidorfer Šiškovič, S. Kranjc, M. Lutar (ur.) 2019: Slovenščina in slovenistike na univerzah po svetu. Ljubljana: Znanstvena založba Filozofske fakultete Univerze v Ljubljani.

 

M. Šekli in A. Žele (ur.) 2018: Zbornik Slavističnega društva Slovenije 28, Slovenistika in slavistika v zamejstvu – Videm. Ljubljana: Zveza slavističnih društev Slovenije.



Prvotni jezik tega članka je slovenščina.