Rivista – Revija št. 122

Articoli dell’edizione 122 – Febbraio 2026

La Capitale europea della Cultura è come un seme gettato nel terreno. Al di là delle migliaia di iniziative, degli entusiasmi e delle delusioni, il messaggio era e rimane molto forte: una terra insanguinata da due guerre mondiali generate dal nazionalismo, dal razzismo e dal

Io sono Marta Donnini, non Marta Dovòl. Rispondevo sempre così alla scuola dell’infanzia, quando le maestre tentavano di placarmi senza che me ne rendessi del tutto conto.

prednikom so jezik rezali jaz svojega s trakom žvečilnim gumijem ali s tem kar dobim skupaj prilepljam ker je v kose razbit delček tu delček tam zato ga rojaki ne slišijo ne vidijo delček tu delček tam ko mi odgovorijo buongiorno na moj dober dan

I docenti di sloveno presso le università italiane hanno accolto con grande piacere l'invito a presentare un profilo delle proprie cattedre per Isonzo-Soča.

La letteratura slovena in Italia nasce in uno spazio dove la lingua è allo stesso tempo uno strumento quotidiano e un simbolo che tiene unita la comunità.

Quando si parla di lingue, si potrebbe pensare a un articolo accademico sulle varietà linguistiche di un territorio come il nostro.

La conferenza ha tratto ispirazione dall’identità multilingue e multinazionale delle "città gemelle" transfrontaliere di Nova Gorica e Gorizia, tornando a un’idea centrale del progetto paneuropeo Eurozine: la traduzione come strumento per plasmare uno spazio pubblico transfrontaliero.

C’è qualcosa di insolitamente intimo nell’incontro con un’opera d’arte. È quel momento in cui ci fermiamo davanti a un quadro, a una statua o a un’installazione e qualcosa dentro di noi si muove.

È il modo in cui ci mettiamo d’accordo più spesso con coetanei e amici quando ci invitiamo per un caffè. In una breve domanda si nascondono almeno tre strati del nostro territorio: lo sloveno, la vocale semichiusa (polglasnik) tipica del litorale e l’italiano “caffè”.

In merito all'uso visivo e uditivo della lingua slovena in pubblico, abbiamo già detto, descritto, delineato e celebrato le sue più variegate manifestazioni.

«La società è definita dai confini, la cultura è definita dall’orizzonte». Con questa frase di James P. Carse (professore americano di storia e letteratura delle religioni) concludevo spesso le presentazioni del concetto e del programma della Capitale Europea della Cultura Nova Gorica – Gorizia.

Nel cuore della vasta Selva di Tarnova (Trnovski gozd), a 965 metri sul livello del mare, sorge il villaggio di Lokve – un tempo rinomata stazione sciistica del Goriziano, nella Slovenia occidentale.

Grandi sono state le aspettative per le quali le svariate iniziative realizzare nel 2025, anno di Nova Gorica e Gorizia nel ruolo di capitale europea della cultura avrebbero potuto contribuire a diffondere e ulteriormente approfondire anche la conoscenza dell’originalissimo carattere culturale storico di entrambe le

Il linguaggio visivo è una forma di comunicazione spontanea e immediata: permette di trasmettere concetti, idee, rappresentazioni o semplici avvisi in modo diretto.

Il un lembo di terra bagnata a Nord del Natisone, a Est dall’Isonzo e a Sud dal mare vive da tempo un gruppo sociale che, seppur situato in Italia, parla lo sloveno.

Il 21 febbraio anche a Monfalcone molti residenti celebreranno la Giornata internazionale della lingua madre, istituita dall’ONU per promuovere il plurilinguismo e il rispetto delle lingue d’origine.

Usando la Luna come metafora, se Gap the mind è un invito all’esplorazione dello spazio (mentale), dirigere l’osservazione verso il suo lato oscuro promette (anche musicalmente parlando!) un’indagine decisamente più intrigante.

A partire dalla fine dell'esperienza imperiale asburgica, nel territorio goriziano, la lingua ha cessato di essere un semplice strumento di comunicazione: essa è diventata e continua a essere un dispositivo politico, un marcatore di appartenenza, un campo di battaglia simbolico, una ferita aperta mascherata da

Adesso che è finita, una domanda sorge spontanea: ma cosa diavolo è stata, per Nova Gorica e Gorizia, questa Capitale Europea della Cultura? Voglio dire: cosa ha significato veramente, quali cambiamenti profondi ha generato nelle due comunità, quali processi ha messo in moto a

Nel corso dell’Ottocento Gorizia diventa un rilevante centro industriale in collegamento col porto di Trieste con i grandi investimenti industriali di Piedimonte e Straccis e centro commerciale di una vastissima provincia. Alla vigilia della prima guerra conta 30 mila abitanti.

Che la storia e, di conseguenza, la storiografia siano un magma in perpetua ebollizione, sul quale non possono esisterci “comfort zone” garantite dalla politica, ce lo ricordano le intense 1084 pagine del libro di Alessandra Kersevan Porzûs 1945-Prove di Gladio sul confine orientale, uscito lo

Finita la Grande Guerra si aprì per l’Italia un periodo di grande incertezza politica e sociale: una vittoria “mutilata” per certuni, un grande lutto collettivo patito dalla popolazione, ideologie e movimenti politici diversi in estrema, violenta contrapposizione.

“Bisogna sempre dare un nome alle cose, per meglio riconoscerle o per far sì che esse possano essere ricordate. […] Francesco Tomada ci trasmette figure orali e dà loro un corpo nominandole.

Un amico ha insistito affinché io leggessi un libro che narra una storia oscura riguardante la Slovenia. Una storia a me sconosciuta, nonostante si sia sviluppata in anni recenti, successivamente alla dichiarazione di indipendenza dello stato.

Questo è ancora oggi il modo che usiamo per rivolgerci con una lettera nei confronti di un familiare, un amico. È una formula affettuosa e diretta, alle volte anche critica per comunicare le nostre impressioni e i nostri pensieri.

Pal poete, scritôr e lessicograf ocitan Frédéric Mistral, Premi Nobel pe leterature tal 1904, «qui ten la lenga, ten la clau», tant a dî che cui che al manten la lenghe – e la sô lenghe, in particolâr – al dispon di une clâf par


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