COLPO DI FULMINE O FUOCO DI PAGLIA?

COLPO DI FULMINE O FUOCO DI PAGLIA?

di ANDREA BELLAVITE

 

Con l’anno di Nova Gorica con Gorizia Capitale europea della cultura, è come se le due città, dopo un passato alquanto burrascoso e un lungo periodo di relativamente cordiale vicinato, abbiano cominciato a conoscersi e a scoprirsi reciprocamente.


Certo, da qua a parlare di fidanzamento ce ne vuole! Ma chi frequenta ordinariamente l’Epicenter, le “knižnice”, la knjigarna kavarna Maks, il Kinemax, i vari Kulturni dom, Casa Michelstaedter, ha sicuramente potuto sperimentare un’aria nuova, un singolare quotidiano incrocio di lingue, culture e iniziative condivise.


Da questa conoscenza deriverà qualcosa in più? L’etimologia della parola “nozze” rinvia allo scoprimento del velo portato dalla sposa. Tra Nova Gorica e Gorizia è in atto – sia pur lento e un po’ impacciato – questo progressivo manifestarsi delle specificità dell’una e dell’altra. Ci si avventurerà in un percorso insieme? E le famiglie di origine, la Slovenia e l’Italia, accetteranno questa complessa e controversa relazione?
L’obiettivo, come in ogni relazione che si va consolidando, è quello del matrimonio o dell’unione civile, che dir si voglia. Come in ogni sposalizio che si rispetti, non può mancare la congiunzione, senza la quale il rito è nullo, perché, come si dice nel diritto canonico, “rato e non consumato”. Riusciranno Nova Gorica e Gorizia a unirsi, a trasmettersi reciprocamente la linfa vitale della loro diversificata storia? Riusciranno a realizzare una nuova realtà – una “famiglia” appunto – nella quale si possa verificare la bellezza del numero duale? Ciascuna è sé stessa e unendosi all’altra crea una nuova realtà che non soltanto non annulla, ma al contrario valorizza al massimo possibile la specificità di entrambe.


Uscendo dalla metafora, come è possibile che questo matrimonio “si abbia da fare” e che il territorio non si lasci condannare dai tanti “bravi” di manzoniana memoria che vorrebbero in ogni modo impedirlo?


Una città non è semplicemente un nome o un insieme di strutture urbanistiche e architettoniche. È un “luogo”, cioè uno spazio vitale, un infinito fascio di rapporti tra persone, ciascuna delle quali istintivamente mette a disposizione delle altre il proprio patrimonio relazionale. È un ambiente iper-abitato, nel quale i legami creano reti più fitte delle onde radio apparentemente inestricabili che ci consentono di comunicare con i nostri micidiali cellulari. A volte le maglie sono così strette da rendere quasi impossibile la solitudine e il silenzio, senza i quali si perde la dimensione dell’interiorità e della creatività. Per questo abbiamo bisogno costante del richiamo dei poeti e degli artisti, non a caso veri maestri nel corso dell’indimenticabile 2025.
Allora, Nova Gorica e Gorizia procedono verso un fidanzamento e un’unione coniugale, se i loro abitanti cominciano a incontrarsi nelle piazze, nelle strade, nelle case e tra loro germoglia l’autentico miracolo dell’amicizia. E se poi in molti casi dall’amicizia si passerà anche al vero e proprio amore, in qualunque forma esso si possa manifestare, allora si creerà la situazione – ambiente vitale, milieu e chi più ne ha più ne metta – nella quale veramente ogni barriera potrà essere rimossa, anzi, non sarà altro che uno sbiadito ricordo.


Sì, perché fino a quando si porrà “il problema” dei rapporti fra italiani e sloveni (aggiungiamo pure anche friulani, afghani, russi, argentini, marocchini, somali e quant’altro) significa che ci si trova ancora nella condizione di quelle coppie in difficoltà che sentono continuamente il bisogno di “chiarirsi”, spesso nascondendo in questo modo il riconoscimento di un momento di crisi.


Quando semplicemente la diversità gioiosamente si sperimenta e si vive, l’esperienza dell’amore riempie di calore e colore ogni istante della vita, delle persone, delle città e dei popoli.
Insomma, tra Nova Gorica e Gorizia sarà vero Amore?
Ai posteri l’ardua sentenza.



Articolo originale in Italiano.