Rivista – Revija št. 123

Articoli dell’edizione 123 – Luglio 2026

Sprašujem se, kaj vsega je zmožen človek. Izumil je kolo, tiskarski stroj, avtomobil, letalo, računalnik, telefon in še toliko drugih stvari, ki so v temeljih spremenile potek zgodovine.

All'imbrunire dell’Ottocento - il secolo testimone della nascita degli Stati-Nazione e della Rivoluzione industriale - Charles Baudelaire camminava per le vie di Parigi e osservava come la città si fosse modificata attorno a lui.

Di pôc, a Udin, la Arlef e à fât un event dal titul “Tropis lenghis puedie permetisi une democrazie?”, riflessions che a vignivin des esperiencis dal Catalan, dal Furlan e dal Sart.

Il 12 marzo 2020 rimarrà una data spartiacque nella memoria collettiva della conurbazione transfrontaliera tra Italia e Slovenia.

Piazza Transalpina rappresenta, insieme al "Tridente", uno dei luoghi urbani più importanti sui confini degli Stati europei, non solo per il suo valore storico e simbolico, ma anche per l'originalità della sua concezione urbanistica.

Nel 1961 Jane Jacobs pubblicò il saggio The Death and Life of Great American Cities (Vita e morte delle grandi città americane), nel quale critica la politica urbanistica americana dell'epoca, accusandola del declino di numerosi quartieri cittadini.

Il 2025 è stato per le due Gorizie un anno speciale, in cui parole come cultura, lingue, confini, cooperazione, storia, pace, sostenibilità, arte, biodiversità, città del futuro, fratellanza hanno potuto affermarsi e dilagare superando confini fisici e mentali, portando semi positivi di crescita nel raggio

Nei quattro numeri della leggendaria serie a fumetti Nathan Never, pubblicati al tempo della Capitale europea della cultura GO! 2025 da Bonelli editore e in seguito anche tradotti in sloveno dall’editore ZRC SAZU, possiamo conoscere il nostro futuro fantascientifico.

Come si immaginano la città del futuro i bambini e i giovani? Sarà piena di tecnologia, mezzi di trasporto volanti e alti edifici oppure saranno in primo piano soprattutto la natura, la comunità e lo spazio per l'uomo?

Gorizia/Nova Gorica è una città transnazionale le cui due parti che la compongono ho tipograficamente separato (o fatto combaciare) con il glifo “/”, icona e memoria della sbarra confinaria nei valichi.

L'enunciato del titolo sembra essere vago e porre in rapporto elementi forse distanti tra loro.

Quando parliamo di costruzioni, questo non significa affatto che in questa categoria rientrino solo gli edifici rappresentati da abitazioni per le persone, edifici amministrativi, chiese e altri palazzi.

C’è un filo sottile che lega la storia urbana di Monfalcone alla domanda, oggi più che mai attuale, su cosa significhi costruire una città “a misura d’uomo”.

Ha tenuto banco quest’estate sulle cronache nazionali la vicenda dei grattacieli della “Milano urbanistica”, con la partecipazione di politici amministratori imprenditori e professionisti inquisiti, ma che ha colpito soprattutto per l’alto numero dei tanti architetti in vario modo coinvolti, oltre quaranta, con tra le più

Le cose fondamentali nella vita dell'uomo sono semplici, ma non sempre facili da comprendere.

Nova Gorica in autunno e Gorizia in primavera affronteranno l’appuntamento delle elezioni amministrative.

È il settembre del 2002 quando – lavorando al programma del Laboratorio avanzato di progettazione urbanistica del quarto anno, nel Corso di laurea in Architettura dell’Università di Trieste con il collega Andrea De Eccher – emerge l’idea di dedicare alle città e al territorio transfrontaliero

Questo articolo racconta di un incontro. Un incontro che, giunto ormai alla sua terza edizione, continua ad allargare i propri confini ben oltre le aule in cui ha preso forma originariamente.

Umberto Dimitri è uno studente del liceo scientifico “Buonarroti” di Monfalcone, frequenta il quinto anno e dopo la maturità ha in programma di iscriversi alla facoltà di ingegneria biomedica. 

“Traccia sonora di una casa invisibile”; s’intitola così il progetto che il collettivo di ricerca artistica Nonument Group ha allestito nel padiglione sloveno della Biennale di Venezia 2026.

Non è facile, in tempi in cui il mondo sembra uscito dai cardini di quel minimo di diritto internazionale affermatosi nel secondo dopoguerra con l’istituzione delle Nazioni Unite e di una serie di convenzioni tra stati, tese a prevenire i genocidi e i crimini di

Dr. Branko Marušič (1938–2026) je bil eden osrednjih raziskovalcev zgodovine zahodnega slovenskega narodnostnega prostora, še posebej zgodovinske Goriške, kasnejše severne Primorske in čezmejnega območja med Slovenijo in Italijo.

Si erano trasferiti in città con le loro famiglie in tenera età, e lì erano cresciuti. Appartennero prima alla generazione sacrificata e poi a quella della resistenza – inizialmente a difesa della propria nazionalità, e in seguito a quella militare, che dava speranza nella vittoria.

Vatti a fidare dei letterati. Apprezzi la figura appartata di uno scrittore gotico di indubbie capacità, bravo anche a disegnare, vissuto a Gradisca d’Isonzo agli inizi del Novecento, scoperto qualche anno fa e diventato in breve un caso letterario nazionale, che te lo ritrovi spia

Ho conosciuto Tanja Badalič come program manager durante la realizzazione del progetto CROSS-CULTURE, l’innovativo Festival “Incontro di Culture: Natura Senza Confini”, su diverse aree culturali, soprattutto sulla letteratura ecologisticamente orientata, in cui vengono presentati autori del passato e del presente focalizzandosi nella regione della Goriška.

Raccolta di poesie di Tanja Badalič. Zbirka poezij Tanje Badalič.

Il legame con un fiume — a cui affidare un sogno, accanto al quale crescere, o nelle cui acque saltare con gioia — è quasi una metafora dell’infanzia.

Il Dizionario storico del Goriziano tra l’Austria interiore e gli stati successori (secoli XVI - XX), edito a Roma da Lithos alla fine del 2025, è il frutto di una lunga e appassionata frequentazione della documentazione bibliografica di ambito storico.

Marko Vogrič ha recentemente presentato presso la Galerija 75, sala espositiva del Fotoklub Skupina 75 a San Floriano del Collio, la mostra “20 di 65”, che raccoglie una quarantina di opere realizzate nel corso degli ultimi due decenni di attività.


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