di MARCO MENATO
Il Dizionario storico del Goriziano tra l’Austria interiore e gli stati successori (secoli XVI – XX), edito a Roma da Lithos alla fine del 2025, è il frutto di una lunga e appassionata frequentazione della documentazione bibliografica di ambito storico unita alla consapevolezza che non è sempre facile comprendere appieno il significato di termini (con esclusione delle biografie personali) riguardanti soprattutto la storia e il funzionamento delle istituzioni nel corso di cinque secoli e per di più in un territorio multilingue, come il Goriziano, oggi separato da barriere più culturali che amministrative.
Qualche strumento fu pubblicato negli anni, a corredo quasi sempre di studi specialistici, ma spesso questa tipologia di informazioni è tramandata tra gli studiosi e tra i tecnici dell’informazione (cioè bibliotecari e archivisti), ma non sempre viene ritenuta oggetto di indagine approfondita e autonoma, in quanto considerata di supporto alla ricerca. Così sono più spesso classificati gli inventari, i censimenti, i cataloghi e le bibliografie, necessari, ma non proprio il fine ultimo della Ricerca, con l’iniziale maiuscola. Anche enciclopedie, dizionari, glossari, prontuari, ecc. hanno subito la stessa sorte, pur costituendo una porzione significativa della storia della bibliografia, che non è altro che storia della cultura. Tutta questa vasta ed erudita strumentazione bibliografica è ormai convogliata nelle memorie elettroniche ed è difficile ritenere che possa godere di nuove primavere, tanto che perfino il mercato antiquario sembra non attribuire più a queste fonti particolare valore economico, che lentamente scompaiono pure dalle sale di consultazione, con la sterile motivazione o del troppo spazio occupato o della ormai immediata disponibilità sui canali digitali.
Janko Toplikar mi aveva inizialmente contattato per risolvere alcune questioni di tecnica citazionale e avevo quindi avuto la possibilità di scorrere il lavoro al quale stava attendendo, ormai in ascesa solitaria, da molti anni e che per vari motivi (fra i quali, ritengo, la difficoltà, in epoca di microspecializzazioni, a soppesare il valore scientifico di indagini complessive e multidisciplinari) non aveva trovato uno sbocco editoriale o, forse, aveva perso quello per il quale originariamente era stato pensato, da qui la scelta di pubblicarlo sotto l’insegna editoriale della Lithos, con il contributo della Fondazione Roberto Visintin. Infatti, il prof. Branko Marušič (che scrive un testo introduttivo in lingua slovena), all’epoca collaboratore scientifico dello Zgodovinski institut Milko Kos di Nova Gorica, gli aveva prospettato una ricerca che inizialmente doveva limitarsi a un elenco di voci di interesse genericamente storico con la corretta traduzione in sloveno (per questo motivo il titolo sul frontespizio e molte voci riportano la corrispondente versione in sloveno e in tedesco).
Il Dizionario è costituito da 3.316 lemmi, in ordine alfabetico, contenenti spiegazioni essenziali di varia natura, storica, letteraria, artistica, etnografica, ecc., concluse almeno da un riferimento bibliografico verificato e da quattro appendici, compresa una nutrita bibliografia e sitografia, per un totale di 605 pagine. Strumento quindi di indubbio ausilio per gli studi, soprattutto per chi si avventura su territori che nel corso dei secoli sono stati soggetti a differenti situazioni statuali, studiate o, più spesso, non studiate nelle rispettive tradizioni storiografiche nazionali e in questo caso la storia del Goriziano, imperniata su più fronti nazionali, è un chiaro esempio delle difficoltà alle quali è costretto lo studioso o l’appassionato di cose culturali.
Il Dizionario inaugura pure la nuova collana della Lithos, Studi e Strumenti, il cui primo volume, per le cure di Alessio Stasi e Federico Vidic, deve intendersi idealmente quello dedicato alla famiglia dei Cobenzl, originaria di un piccolo borgo del Carso (area considerata dal Dizionario), che godrà tra Cinque e Ottocento di grande prestigio per tutta Europa, a dimostrazione di quanto la Storia, grande e piccola, non possa essere delimitata da confini amministrativi, ieri come oggi!